venerdì 16 marzo 2012

ROVIGO PAGA

Rovigo ci rimette.
Il governo Berlusconi per fare bella figura ha tolto l' ici a tutti, senza valutare l' avvicinarsi di tempi più neri come quello di adesso. Ora il governo Monti è costretto ad inserire quella tassa. Ovviamente più alta perché non si doveva chiudere il rubinetto, ma doveva essere lasciato aperto per sanare i debiti. Alla faccia dell' astuzia

Addizionale regionale veneto.


TEMPO DI TASSE E SACRIFICI
In Veneto, ad esempio l’aumento addizionale regionale dovrebbe sfiorare gli 83 euro, mentre in Puglia esso dovrebbe essere pari a 45 euro pro capite. In Lombardia, ancora, la tassa si aggira intorno agli 80 euro e si scende leggermente in Calabria con un aumento addizionale regionale di 50 euro.

martedì 13 marzo 2012

martedì 6 marzo 2012

Lega maldestra

Super tassati per risanare l' Italia, il nostro paese. Ma che la lega si metta a criticare  le manovre di Monti... Ma per piacere. In tre anni non sono riusciti a fare nulla di nulla.

mercoledì 29 febbraio 2012

Governo Monti... taglio terzo settore

DURO COLPO PER IL TERZO SETTORE LA CHIUSURA DELL’AGENZIA


Roma, 27 febbraio 2012


Il Consiglio dei Ministri di venerdì ha deciso la soppressione dell’Agenzia per il Terzo settore, affidandone, per il futuro, le competenze al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.


Con l’obiettivo di ‘contenere’ la spesa pubblica, si perde dunque uno strumento di promozione, ma anche di vigilanza e controllo, fondamentale per il terzo settore.


Siamo fortemente contrari - dichiara il Portavoce del Forum, Andrea Olivero – a questa decisione presa dal Governo, peraltro in totale contraddizione con i segnali di attenzione che finora ci aveva mostrato. L’Agenzia per il Terzo settore, seppur ente di emanazione governativa, ha svolto un importante ruolo di ‘terzietà’ tra organizzazioni non profit e istituzioni, ruolo che le ha permesso di essere autorevole strumento di controllo, trasparenza e promozione del terzo settore in modo autonomo e non immediatamente legato all’azione di governo. Sopprimere l’Agenzia - prosegue il Portavoce - per risparmi del tutto inconsistenti, è quindi una scelta miope, foriera di gravi conseguenze per tutto il terzo settore, che ne va a minare la sua articolazione organizzativa e soprattutto la sua autonomia.”


“Chiudere l’Agenzia – prosegue il Portavoce – ed affidarne le competenze al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali è un brutto segnale politico; significa infatti ridurre il terzo settore al solo ambito del welfare, non riconoscerne la multiformità delle iniziative e il ruolo fondamentale di leva per la crescita del Paese. È un’iniziativa che va a sommarsi ad altri brutti segnali che il Governo ha dato nell’ultimo periodo, come le contraddittorie dichiarazioni sul 5x1.000, l’estensione dell’Ici e dell’Imu, e l’ulteriore inasprimento dei controlli fiscali sul terzo settore.”


Infine – conclude il Portavoce – la decisione è tanto più grave quanto il fatto che sia stata presa senza alcuna interlocuzione con il nostro mondo. Da parte nostra ci siamo sempre posti in un ottica di dialogo con il Governo e da sempre abbiamo rappresentato un soggetto vocato a rappresentare il bene comune, non certo una lobby di interessi. Non ascoltare le nostre istanze è una grave scorrettezza e manifesta un’assoluta mancanza di sensibilità. Ci aspettiamo che, alle prese di posizione avverse a questa risoluzione, arrivate da parte di numerosi esponenti di tutte le forze politiche, ne seguano ulteriori e che il provvedimento venga modificato dal Parlamento. A sostegno di questa nostra richiesta attiveremo da subito azioni di sensibilizzazione e mobilitazione tra tutte le nostre associazioni e nel territorio. Al Governo chiediamo che mostri segnali di attenzione verso il terzo settore, in coerenza con quel senso di responsabilità e partecipazione che da sempre sosteniamo.”




Anna Monterubbianesi

Ufficio stampa e comunicazione

Forum Nazionale del Terzo Settore

mercoledì 15 febbraio 2012

SICUREZZA

Inseguimento al Parco Lambro
vigile spara e uccide un uomo
Il dramma è accaduto poco dopo le 14 alla periferia orientale di Milano. Dopo una rissa tra
sudamericani l'inseguimento e lo sparo. La vittima è un 28enne cileno. L'agente è indagato
di MASSIMO PISA..... REPUBBLICA.IT  ARTICOLO

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ROVIGO :

SICUREZZA ROVIGO L'armamento della municipale del capoluogo è sempre più vicino. L'assessore Luigi Paulon ha consegnato alle Rsu della polizia il nuovo regolamento che prevede l'uso dell'arma

Vigili, pistola nella fondina e vai

 ARTICOLO


No agli Agenti armati, si a più sicurezza
L’Assessore alla sicurezza, Luigi Paulon ha annunciato che è stato fatto il primo passo per armare la polizia locale di Rovigo.

Il suo obiettivo è quello di far adottare un'arma agli agenti della polizia locale, per rispondere alle richieste dei cittadini che chiedono maggior controllo e sicurezza.
Ma non è distribuendo pistole o fucili a gogo che si ottiene più sicurezza. Non almeno quella che i cittadini richiedono.


L'introduzionione di un’arma da fuoco non può far altro che aumentare il grado di violenza e paura.


Ci sono altri mille modi per aumentare la sicurezza in città senza dover ricorrere alle armi. La polizia municipale dovrebbe essere dotata di sistemi innovativi per il controllo di quartieri e vie, di strumentazione moderna e all'avanguardia per una sicurezza attiva dei cittadini. Questo è quello che chiedono. Per far fronte ai tantissimi furti avvenuti negli appartamenti e case la soluzione della pistola non significa nulla. In città c'è bisogno dell’installazione di colonnine di emergenza collegate con le forze dell’ordine a disposizione dei cittadini, una massiccia installazione di telecamere nella città per un controllo remoto dei luoghi e l'attivazione di una linea telefonica diretta d'emergenza gratuita per segnalazioni da parte del cittadino. Questi sono solo alcuni provvedimenti che spingerebbero Rovigo a candidarsi al titolo di città più sicura.


Ci sarà una delibera di giunta e poi il voto in consiglio comunale per armare la polizia municipale, spero che non passi e che si rifletta a soluzioni più attive ed efficaci.

Adriano Romanelli

giovedì 3 novembre 2011

500.000 alberi all'anno

500.000 alberi da piantare nelle nostre città ed un censimento degli alberi secolari. Sempre e solite illusioni proposte da un decreto di legge che doveva essere approvato. Sarebbe stato un bel impegno per il nostro territorio ma altre questioni risultano essere più importanti per il nostro futuro. Una grande occasione persa ma che a mio avviso non è assolutamente da non realizzare. Per il momento una soluzione c'è, chi ha ovviamente del posto in giardino pianti più alberi possibili e con criterio.